Stefano Dassie - 20 Marzo 2021

Gelato contro disfagia e neuro demenza

In questo articolo diamo spazio ai primi test che dimostrano come a livello psicologico entrano in azione dei meccanismi utili per stimolare i neuroni, facendo nascere il desiderio di mangiare il gelato grazie alla sua capacità di donare “il sorriso ed il buon umore”. La Dottoressa Angela Battaglieri ed il neo Accademico ad Honorem Martino Liuzzi, stanno conducendo un progetto derivato da un precedente studio dall’ADI (premiato come migliore in Italia) per creare soluzioni di alimentazione per pazienti disfalgici.

Il gelato in ambito medico: una pillola

Nel 2009, un medico spagnolo ha provato a somministrare del gelato come dessert ai suoi pazienti, ha dimostrato che il tempo di recupero da malattie pregresse di ognuno diminuiva esponenzialmente. La parte emotiva del paziente ha giocato un ruolo fondamentale per combattere la propria patologia a livello psicologico: il fatto di aspettare ogni giorno una pietanza dolce aveva migliorato il loro umore. Oltretutto, il medico spagnolo ne aveva studiato gli apporti nutritivi, rendendosi conto che il gelato non poteva essere considerato come semplice sostituto di un pasto, bensì come uno degli alimenti più completi. L’equilibrato apporto di vitamine, carboidrati, grassi, omega 3 e omega 6, antiossidanti ed elementi pro e prebiotici lo hanno classificato negli anni come alimento nutraceutico.

La Dottoressa Battaglieri ha valutato l’importanza dell’uso del “freddo”, evidenziando che migliora il riflesso dell’atto deglutitorio, migliorando così il tempo e la forza della contrazione muscolare implicata. Ciò riduce l’incidenza di aspirazioni, inoltre aumentando le deglutizioni che seguono alla presentazione iniziale del bolo. lI noto nutrizionista italiano Martino Liuzzi sta sviluppando un progetto di sperimentazione a Fiuggi, proponendo un gelato ad alto valore nutrizionale e quindi terapeutico, poiché costituito da amminoacidi importanti come CLA (acido Linoleico Coniugato) e cisteina. Questi due elementi hanno un’azione tonificante, contribuendo ad evitare piaghe da decubito nel paziente. Inoltre, nel bilanciamento delle ricette è risultato di fondamentale l'importanza dell'utilizzo degli zuccheri d’uva, poiché assieme alle proteine del siero del latte (Protom PW) riescono a legare l’acqua libera dal gelato. Il paziente riesce così a deglutire un cucchiaino di gelato senza masticare e senza aspirazioni silenti.

Qui sopra lascio una ricetta facile e veloce per preparare un gelato artigiano a casa. Oggi portiamo un po' di Sicilia nelle vostre case con il kit "Tramonto dall'Etna" con un gelato al Pistacchio IGP.

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